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Le professioni più in voga nel settore del turismo on-line 26/07/2010
Oltre al web marketing manager, anche l'operatore di customer care e il tecnico informatico sono tra le professioni più in voga nel settore del turismo on-line. Il primo è un esperto di relazioni con i clienti, in genere diplomato o laureato in scienze della comunicazione o in discipline umanistiche. Deve conoscere le lingue straniere, in particolare l'inglese, e avere dimestichezza con le applicazioni informatiche per gestire le prenotazioni e i pagamenti. La sua mansione è quella di proporre agli utenti pacchetti di prodotti e servizi in linea con le loro esigenze, in modo da consolidare e fidelizzare il rapporto con la clientela. Può essere richiesta un'esperienza precedente in agenzie di viaggi o presso altri operatori turistici anche tradizionali. In media guadagna tra i 25mila e i 35mila euro lordi annui. Il tecnico informatico invece è chiamato a creare e aggiornare il sito web di un operatore turistico in modo che sia attraente agli occhi dei consumatori, ma anche semplice da consultare. La pagina iniziale del sito infatti deve essere immediatamente comprensibile e aggiornata con rapidità in base delle offerte last minute e deve contenere tutte le indicazioni e le proposte più rilevanti. Generalmente questo profilo è laureato in Ingegneria Informatica o in Informatica e ha già esperienza nel settore. La sua retribuzione annua lorda va dai 40mila ai 55mila euro. «Il mercato dei tour operator telematici potrebbe generare a breve dai 400 ai 600 nuovi posti di lavoro, con l'affermazione di figure professionali emergenti che offrono una chance in più a giovani e meno giovani», commenta Andrea Rangone, direttore degli osservatori della School of management del Politecnico di Milano. «Oltre la metà degli acquisti effettuati on-line dagli italiani oggi riguarda viaggi, hotel e pacchetti all-inclusive, un mercato che esiste ormai da 15 anni e che ha generato nuove professioni con competenze specifiche a cui ricorrono anche le agenzie viaggi e gli operatori tradizionali, sempre più interessate a fare business sul web», conclude Andrea Rangone.
da Italia Oggi7
di Robert Hassan
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