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Un ritorno all'agricoltura come risorsa anti-crisi

La valorizzazione della terra passa attraverso l'intraprendenza delle nuove generazioni.

Un ritorno all'agricoltura come risorsa anti-crisi

Tra gli innegabili punti di forza dell'Italia, vi è sicuramente il connubio varietà e qualità della sua produzione agricola. Il nostro Paese dispone di una percentuale, 30% circa, di terreni destinati al settore primario. Una risorsa che, molto spesso trascurata, torna oggi a far parlare delle sue potenzialità inespresse. In molti evidenziano come da un punto di vista occupazionale, questo settore abbia margini particolarmente buoni di crescita. Nel concreto, le opportunità di lavoro spaziano a seconda del grado di conoscenze teoriche e pratiche. Con un cambio di mentalità da parte dei giovani (soprattutto in cerca di occupazione), si può raggiungere un auspicato ricambio generazionale, con conseguenze positive, a cominciare dall'innovazione. L'organizzazione aziendale agricola è oggi sicuramente più complessa di prima, ma ciò dovrebbe convincere ancor di più sul bisogno di professionalità che toccano più ambiti. Oggi, lavorare la terra significa avere una visione adeguata ai tempi: valorizzazione del prodotto, pubblicizzazione dello stesso, armonizzazione con il territorio etc. Dunque non più (e solo) la laurea in Agraria, ma una in Gestione Aziendale, Comunicazione... possono essere i mattoni da cui partire per costruire qualcosa di importante in un settore che, è bene ricordare, viene chiamato "primario", ed è alla base di un notevole indotto che ha un peso di rilievo nella composizione del Pil italiano, si pensi ad esempio all'incidenza (in termini di fatturato) dell'industria alimentare. 

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